Messa di riuscita: cos’è e quando si usa

La messa di riuscita è una cerimonia che viene celebrata in suffragio al defunto dopo sette giorni dalla sua morte. Parte di un’antica tradizione caduta in parte in disuso, è oggi più frequentemente rispettata nei piccoli paesini in cui vige ancora il rispetto per le vecchie credenze religiose.

Ma a cosa serve la messa di riuscita? Come può essere organizzata?

Cos’è la messa di riuscita e a cosa serve

Come abbiamo anticipato nelle righe di apertura di questo approfondimento, la messa di riuscita è una messa che si celebra in suffragio al defunto a distanza di sette giorni dalla sua morte. L’obiettivo della messa di riuscita è quello di pregare per il riposo eterno di chi ci ha lasciato, mantenendo il suo ricordo ben vivo.

Messa di riuscita o Settima?

Considerato che si svolge il settimo giorno dalla morte del defunto, e che con tale messa si richiama anche il settimo giorno dalla creazione, quando Dio si riposò dopo aver creato il tutto, non è un caso che questa messa sia chiamata anche Settima.

Dove ha origine la messa di riuscita

La messa di riuscita ha origini piuttosto antiche quando, in segno di lutto, i parenti più stretti del defunto non uscivano di casa per una settimana.

Trascorsi sette giorni, i parenti richiedevano la celebrazione della Messa del Settimo Giorno che, da questo punto di vista, costituiva pertanto una sorta di ritorno alla quotidianità. Non solo: spesso la Messa del Settimo Giorno era anche occasione utile per consentire ai parenti e alle persone care che non erano riuscite a partecipare al funerale, di potersi riavvicinare con i superstiti in occasione di questa celebrazione.

Come organizzare la Messa di riuscita

Per organizzare la Messa di riuscita è sufficiente prendere accordi con la propria parrocchia.

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