Si chiamano Death cafè, sono nati a Parigi e a Londra, e sono recentemente sbarcati anche nel nostro Paese. Ma di cosa si tratta? E perchè questo genere di avvenimento potrebbe realmente prendere (positivamente) piede pure in Italia?

Che cosa sono i Death cafè

Il Death cafè è un evento pubblico, privo di qualsiasi scopo di lucro, in cui i partecipanti (generalmente, sconosciuti tra di loro) si incontrano per poter parlare liberamente del tema della morte, mentre consumano cibo e bevande: valutata l’origine londinese del fenomeno, tradizionalmente si accompagna tale meeting degustando dei tè e delle fette di torta, sebbene non vi sia un’etichetta culinaria specifica in tale materia.

I Death cafè vengono generalmente organizzati all’interno di locali pubblici come bar e ristoranti (spesso, semplicemente presi in affitto, senza che vi sia un diretto coinvolgimento dei proprietari), e hanno ottenuto un crescente successo nel corso degli ultimi cinque anni.

stephencollinsillustration

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Dove nascono i Death cafè

La nascita dei Death cafè viene generalmente fatta risalire al programmatore Jon Underwood, che sulla base delle esperienze avviate dal sociologo francese Bernard Crettaz, ha cercato di rompere il muro di segretezza che ruota intorno al tema – tabù della morte, con l’obiettivo di incrementare la consapevolezza su questo fenomeno e, così facendo, vivere più pienamente e più serenamente la propria vita.

Con tali auspici, nel 2010 venne organizzato il primo Death cafè a Parigi e, quindi, l’anno successivo una serie di raduni interessò Londra. Nel 2012 si tenne invece il primo evento del genere negli Stati Uniti, a Columbus (Ohio), mentre nel 2014 il fenomeno sbarcò in Asia, ad Hong Kong. Si conta ora che ogni anno si organizzino centinaia di diversi Death cafè in tutto il mondo. Italia compresa.

I Death cafè in Italia

Come anticipato, il fenomeno dei Death cafè in Italia è piuttosto recente, e sicuramente in grado di compiere da apripista, con le proprie prime sperimentazioni, a quel che potrà essere nel prossimo futuro.

Uno dei primi esperimenti nazionali è stato recentemente organizzato a Mantova, dove l’associazione La Stanza di Psiche, dopo alcuni incontri più raccolti, ha scelto di pianificare il primo “caffè dei mortali” attraverso un appuntamento aperto, a cadenza mensile. E così, dal prossimo 7 settembre, alle ore 17:30, il bar Zerottanta di via Chiassi 6 diverrà il locale nel quale prenderanno il via gli incontri.

Ma i Death cafè servono veramente?

Considerato che il fenomeno è del tutto nuovo nel nostro Paese, è difficile poter capire se un simile esperimento possa inserirsi in maniera proficua all’interno del nostro tessuto culturale.

È tuttavia opportuno, fin da queste prime “anticamere” dello sviluppo dei cafè dei mortali, rammentare che non si tratta di un luogo di conferenze o di un gruppo di auto o di mutuo sostegno, sebbene all’interno del meeting sarà presente un facilitatore di conversazione. Si tratta infatti di un mero spazio, accogliente e riservato, dove poter parlare liberamente di un tema fin troppo spesso relegato a un ambito di segretezza. E, forse, già questo è sufficiente per poterne attribuire una non irrilevante valenza.

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