Un diamante è per sempre? Forse si, anche dopo la morte. Così, almeno, la pensano tutti coloro che negli ultimi anni hanno approfittato di un’opportunità prevista anche sul territorio italiano, trasformando in “diamanti” i corpi dei propri cari defunti.

La diamantificazione, o diamantizzazione, è una procedura quasi sconosciuta nella Penisola, ma ben più diffusa e apprezzata altrove. Come nella vicina Svizzera, dove – non a caso – il business viene cavalcato in misura piuttosto dinamica. O ancora in Giappone, dove la cremazione del corpo è sicuramente più diffusa, ed è dunque meno “traumatico” compiere il passo successivo, che consiste nel trasformare in diamante umano i resti del defunto.

Come funziona la diamantificazione delle ceneri

Ma come funziona la diamantificazione delle ceneri? Il processo, compiuto – ovviamente – all’interno di società specializzate e autorizzate ad operare, prevede l’estrazione del carbonio dalle ceneri del defunto, il quale viene sottoposto a elevate pressioni e alte temperature, al fine di ottenere la grafite. A sua volta la grafite viene introdotta all’interno di particolari macchinari di diamantizzazione, ottenendo così l’ambita gemma.

Cosa rimane al termine della diamantificazione

Al termine del processo di diamantificazione, quel che si ottiene è una pietra dalle piccole dimensioni, simile a un diamante, che potrà essere conservato per sempre unitamente a un certificato di autenticità che ne attesta la provenienza.

Nel caso in cui siano diverse le persone che ritengono di poter fruire di questa memoria eterna, il processo di diamantificazione prevede anche la possibilità di creare più pietre preziose dalle stesse spoglie mortali.

Quanto costa la diamantificazione

Il processo di diamantificazione non è molto diffuso e, probabilmente, non lo è non solamente per questioni culturali e di tradizione della conservazione e della “gestione” dei corpi umani dopo la morte, quanto anche per il suo costo.

Il prezzo dell’intero processo parte infatti da 3.000 – 4.000 euro, ma può subire incrementi dipendenti da diverse specificità che potrebbero contraddistinguere l’operazione, come la suddivisione delle ceneri in più pietre preziose, l’acquisto di speciali cofanetti, e così via.

È possibile diamantificare corpi umani già sepolti?

Non tutti sanno che l’ipotesi di diamantificare i resti umani è possibile non solamente nel caso in cui si debba decidere la sorte delle spoglie subito dopo il funerale, quanto anche a distanza di anni dall’evento luttuoso. In altri termini, è possibile diamantificare anche i corpi umani deceduti negli anni precedenti, così come risulta essere possibile fondere in un’unica pietra le ceneri di due persone, al fine di rafforzare il legame di una vita.

Chiarito quanto sopra, appare evidente come il processo di diamantificazione sia ancora avvolto da un alone di novità, così come siano ben poche le aziende che se ne occupano in modo diretto sul nostro territorio (una buona parte è in realtà in grado di appoggiarsi a società svizzere che, come già anticipato in premessa, hanno da tempo sfruttato le opportunità di questo business). Voi che ne pensate?

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