Successione ereditaria: tempi e costi

Guida alla succesione ereditaria

La dichiarazione di successione è un procedimento finalizzato a trasferire i beni del defunto agli eredi. Ma quali sono i costi e i tempi della successione ereditaria?

In questa breve guida abbiamo cercato di fare il punto su questo tema, facendo un po' di chiarezza su:

  • entro quanto tempo fare la dichiarazione di successione ereditaria;
  • quali sono le scadenze che devi rispettare e quali le relative sanzioni;
  • quali sono le tasse e le imposte da pagare;
  • quanto costa il professionista che potrebbe assisterti nel disbrigo di queste pratiche.

Andiamo con ordine!

Cos’è la dichiarazione di successione

Su cos’è la dichiarazione di successione abbiamo già dedicato alcuni altri approfondimento e, dunque, rimandiamo alla loro lettura per saperne di più.

In estrema sintesi, possiamo tuttavia definire la successione come il trasferimento del patrimonio del defunto ai suoi eredi. Un’operazione che agli occhi dell’Agenzia delle Entrate non avviene gratuitamente, bensì mediante applicazione di specifiche imposte che sono calcolate dopo la presentazione  di un apposito modello con cui gli eredi comunicano all’Agenzia l’asse ereditario, ovvero l’insieme dei beni che entrano in eredità.

Entro quanto presentare la dichiarazione di successione

Chiarito quanto sopra, e rimandando ancora una volta tutti i nostri lettori interessati alla lettura degli altri approfondimenti che abbiamo dedicato a questo tema, ricordiamo in tale occasione che la dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente è coincidente con il giorno della morte.

Ma che cosa accade se non si rispettano tali termini?

Le sanzioni se si superano i termini di legge per la presentazione della dichiarazione

Evidentemente, la legge ha previsto alcune sanzioni per il superamento dei termini per la presentazione della dichiarazione di successione. In ogni caso, non si tratta di sanzioni pecuniarie troppo severe, soprattutto se si ricorre a una correzione volontaria.

Di fatti, nel caso in cui ci si rendesse conto di un ritardo nel versamento delle imposte di successione, si potrà comunque ricorrere allo strumento del ravvedimento operoso, con sanzioni notevolmente scontate rispetto a quanto invece si correrebbe il rischio di pagare se ad accorgersi della dimenticanza sarebbe l’Agenzia delle Entrate.

Come pagare le imposte di successione

Per pagare le imposte di successione è sufficiente utilizzare il modello F24 o, in alternativa, scegliere l’addebito sul conto corrente del soggetto che ha presentato la dichiarazione.

Il pagamento può essere effettuato in un’unica modalità, oppure:

  • il 20% dell’importo entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione
  • la restante parte è versata in 8 rate trimestrali (o 12 per importi superiori a 20.000 euro), su cui applicare gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale, con le rate che scadono l’ultimo giorno di ogni trimestre.

Si tenga comunque conto che la rateazione non è in ogni caso ammessa per importi inferiori a 1.000 euro.

Quanto si paga per l’imposta di successione

Giungiamo dunque a una breve definizione di quanto si paga per l’imposta di successione.

Anche se il tema è piuttosto ampio, cerchiamo di riassumerlo nei seguenti punti, in cui riepiloghiamo quali siano le aliquote da applicare sul valore complessivo dei beni e dei diritti compresi nell’asse ereditario:

  • 4% per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o dei parenti in linea retta (ascendenti o discendenti), da applicare sul valore complessivo netto, eccedente la quota di 1 milione di euro
  • 6% per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle, da applicare sul valore complessivo netto, eccedente i 100.000 euro
  • 6% per i trasferimenti in favore di parenti fino al quarto grado, affini in linea collaterale fino al terzo grado, sul valore complessivo netto trasferito
  • 8% per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti, sul valore complessivo netto trasferito.

Tuttavia, al di là di queste imposte, è bene rammentare come vi siano altri oneri che i contribuenti devono versare, al di là delle franchigie. Si tratta di quelle imposte che è necessario corrispondere nel caso in cui nella successione rientrino anche i beni immobili:

  • imposta ipotecaria pari al 2% del valore lordo degli immobili
  • imposta catastale pari all’1%  del valore lordo degli immobili
  • imposta di bollo pari a 58,48 euro per ogni formalità di trascrizione richiesta
  • tassa ipotecaria pari a 35 euro per ogni ufficio del Territorio competente
  • tributi speciali pari a 18,59 euro per ogni Conservatoria.