{"id":6114,"date":"2024-05-22T14:04:23","date_gmt":"2024-05-22T12:04:23","guid":{"rendered":"https:\/\/lastello.it\/blog\/?p=6114"},"modified":"2024-05-22T14:04:23","modified_gmt":"2024-05-22T12:04:23","slug":"funerale-tibetano-la-guida-alla-sepoltura-celeste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lastello.it\/blog\/funerale-tibetano-la-guida-alla-sepoltura-celeste\/","title":{"rendered":"Funerale tibetano, la guida alla sepoltura celeste"},"content":{"rendered":"<p>Tra i riti funebri pi\u00f9 particolari, ancora oggi molto praticato, c\u2019\u00e8 sicuramente il <strong>funerale tibetano<\/strong> conosciuto come <strong>sepoltura celeste<\/strong> o <strong>funerale celeste.<\/strong> Si tratta di un rito molto particolare, per certi versi particolarmente cruento e, proprio per questo motivo, largamente vietata per molti anni. Ma di che cosa si tratta?<\/p>\n<h2>Il rituale della sepoltura celeste tibetana<\/h2>\n<p>Per comprendere, in sintesi, di cosa si tratta, si pu\u00f2 ben rammentare come la pratica di cui parleremo nelle prossime righe \u00e8 conosciuta in Tibet con il nome di <em>jhator<\/em>, ovvero <em>elemosina agli uccelli<\/em>. \u00c8 proprio questo l\u2019intento del rito:<strong> il corpo del defunto viene infatti scuoiato, tagliato in pezzi con un\u2019ascia e poi esposto al cielo, affinch\u00e9 gli avvoltoi possano cibarsene.<\/strong><\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>Una volta accertato il decesso, la famiglia avvolge il cadavere del defunto in un panno bianco, posizionandolo in un angolo della casa per qualche giorno. Durante questo periodo, i monaci o i lama leggevano ad alta voce delle scritture per favorire la liberazione degli spiriti dal suo corpo, e permettere cos\u00ec la successiva reincarnazione.<\/p>\n<p>Si passa cos\u00ec alla seconda fase del rito, in cui il <em>tomden,<\/em> un maestro cerimoniale, che scuoia integralmente il cadavere lasciando cos\u00ec a diretto contatto con l\u2019aria le interiora. A quel punto, con il corpo che rimane esposto nell\u2019ambiente, <strong>i resti del defunto costituiranno un richiamo per gli avvoltoi che, attratti dal fumo di ginepro e dall\u2019odore della carne, inizieranno a volteggiare sopra il luogo del rituale.<\/strong><\/p>\n<p>Il tomden chiama gli avvoltoi con l\u2019espressione <em>Shey, Shey (cibatevi, cibatevi)<\/em>: gli uccelli discenderanno cos\u00ec dal cielo e si nutriranno del corpo. Al termine di questa fase, le ossa e il cervello del corpo del defunto vengono frammentati con l\u2019uso di un martello rituale di pietra e, dunque, mescolati con della farina d\u2019orzo. Si procede cos\u00ec a richiamare ulteriormente gli avvoltoi, affinch\u00e9 possano cibarsi degli ultimi resti.<\/p>\n<p>Peraltro, nel folklore tibetano, \u00e8 buon segno se gli animali o gli uccelli consumano tutto il corpo del defunto. Le usanze popolari suggeriscono che se gli avvoltoi non mangeranno interamente il corpo di una persona morta, vuol dire che il defunto aveva commesso degli atti malvagi in gita.<\/p>\n<p>Si ritiene inoltre che gli avvoltoi delle montagne del Tibet, in quanto uccelli sacri, avrebbero consumato solamente il corpo che era stato loro presentato, senza pertanto attaccare le piccole creature nelle vicinanze.<\/p>\n<h2>Qual \u00e8 il significato del funerale tibetano<\/h2>\n<p>Le scorse righe ci hanno mostrato un rituale molto cruento e evidentemente discutibile per i canoni occidentali. Ma qual \u00e8 il significato di questa celebrazione dei defunti?<\/p>\n<p>A ben vedere, <strong>la sepoltura celeste indica la morte come un episodio naturale<\/strong> e, dunque, come una parte integrante del ciclo di rinascita. Ricordiamo infatti che per la cultura buddhista il corpo \u00e8 solamente un involucro che consente di compiere il viaggio della vita.<\/p>\n<p>Ecco dunque che dopo la morte i lama svolgono il <em>phowa<\/em>, con cui si trasferisce la coscienza: in presenza della persona morta, lo spirito abbandona cos\u00ec il corpo che, di conseguenza, rimanendo vuoto, non ha alcuna necessit\u00e0 di essere conservato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, peraltro, lasciare il corpo in pasto agli avvoltoi diviene anche un atto di generosit\u00e0 da parte del defunto nei confronti del mondo che lo ha ospitato durante la vita, creando un legame molto forte con il ciclo della vita e permettendo al defunto di ripagare i suoi debiti con gli altri esseri viventi.<\/p>\n<p>Per la cultura tibetana, infatti, gli avvoltoi sono uccelli che si cibano solamente di animali morti e sono venerati come se fossero degli \u201cangeli\u201d.<\/p>\n<p>In aggiunta a questo significato profondo, ci sono anche diverse motivazioni pratiche che permettono di comprendere perch\u00e9 questo rito sia cos\u00ec diffuso: in gran parte del Tibet, infatti, il terreno \u00e8 di natura prevalentemente rocciosa e ghiacciata, rendendo cos\u00ec difficile lo scavo di fosse. Inoltre, in buona parte del Tibet mancano gli alberi e il legname, cosa che renderebbe difficile la cremazione.<\/p>\n<p>Ecco dunque che anche sotto il profilo pratico questo tipo di funerale sembra essere un sistema efficace, da un punto di vista ecologico, per smaltire i cadaveri.<\/p>\n<h2>Il funerale tibetano \u00e8 ancora in uso?<\/h2>\n<p>Come abbiamo anticipato, in funerale tibetano non \u00e8 pi\u00f9 considerato illegale ed \u00e8 dunque ancora in uso in alcune zone. Ci sono infatti diversi luoghi, in Tibet, in cui si effettuano frequentemente le sepolture celesti, come nel Monastero di Drigung Til a Lhasa, nella contea di Maizhokunggar, a circa 150 km a est della citt\u00e0. I terreni consacrati a tale pratica si trovano dietro il monastero, in un\u2019altura. \u00c8 inoltre noto che un altro sito di sepoltura celeste \u00e8 quello sulle pendici del Monte Kailash, a breve distanza dall\u2019ingresso nella valle a ovest della montagna sul Kailash Kora.<\/p>\n<p>In entrambi i casi, ai turisti non \u00e8 fatto permesso di avvicinarsi ai terreni consacrati per questi riti.<\/p>\n<h2>\u00c8 possibile il funerale tibetano in Italia?<\/h2>\n<p>Per quanto intuibile, ricordiamo che il funerale tibetano, con le caratteristiche sopra esposte, non \u00e8 ammissibile all\u2019interno del nostro Paese, le cui leggi vietano un simile trattamento del corpo del defunto.<\/p>\n<p>Un comportamento quale quello sopra descritto, infatti, finirebbe con l\u2019esser ricondotto all\u2019interno dell\u2019alveo dei delitti contro i cadaveri, che al nostro ordinamento \u00e8 previsto all\u2019art. 410 del codice penale, che punisce con una reclusione da uno a tre anni chi commette atti di vilipendio sopra un cadavere o sulle sue ceneri, e che afferma che \u201cs<em>e il colpevole deturpa o mutila il cadavere o commette, comunque, su questo atti di brutalit\u00e0 o di oscenit\u00e0, \u00e8 punito con la reclusione da tre a sei anni\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Per quanto poi riguarda la definizione di cadavere, ci si pu\u00f2 riferire alla sentenza n. 1198\/1969 della Corte di Cassazione, che ha cercato di chiarire il significato di questo termine affermando come nel concetto di cadavere \u201c<em>deve non solo comprendersi il corpo umano inanimato nel suo complesso o nelle singole parti, ma anche lo scheletro dopo che sia quindi avvenuta la completa dissoluzione degli elementi putrescibili<\/em>\u201d. La nozione \u00e8 stata poi integrata con quanto contenuto nella sentenza n. 1107\/1971 della stessa Suprema Corte, secondo cui \u201c<em>rientrano nella nozione di cadavere tutti i resti umani tutt\u2019ora capaci di suscitare l\u2019idea della piet\u00e0 verso i defunti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ma per quale motivo la legge e la giurisprudenza si \u00e8 cos\u00ec impegnata nel tutelare i resti del defunto? Anche in questo caso, per rispondere alla questione pu\u00f2 essere utile rifarsi alla Corte di Cassazione, che con sentenza n. 17050\/2003 afferma che \u201c<em>l\u2019elemento psicologico del reato di vilipendio di cadavere consiste nel dolo generico, ed \u00e8 integrato quando l\u2019agente sia consapevole che la condotta posta in essere \u00e8 idonea ad offendere il sentimento di piet\u00e0 verso i defunti[\u2026]\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ne deriva, da quanto sopra, che la fattispecie \u00e8 voluta con scienza di voler compiere un atto di vilipendio per offendere la <em>pietas <\/em>e oltraggiare il cadavere di una persona.<\/p>\n<p>Ricollegandoci al funerale tibetano, e a conferma dell\u2019incoerenza con il nostro ordinamento, ricordiamo anche che nel capoverso dell\u2019articolo citato viene considerato <strong>come aggravante della pena l\u2019ipotesi di mutilazione o deturpamento del cadavere e la commissione di atti di brutalit\u00e0 o di oscenit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Sempre per le stesse fonti, per mutilazione pu\u00f2 essere inteso l\u2019atto mediante cui si recide pari della salma come mani e braccia, mentre per deturpamento si intende l\u2019alterazione dei lineamenti del corpo. Fattispecie che, in ogni caso, possono essere trovate all\u2019interno del rito funebre di cui abbiamo parlato.<\/p>\n<p>Conferme ulteriori giungono poi dall\u2019art. 411 c.p., secondo cui \u201cchiunque distrugge, sopprime o sottrae un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne sottrae o disperde le ceneri, \u00e8 punito con la reclusione da due a sette anni. La pena \u00e8 aumentata se il fatto \u00e8 commesso in cimiteri o in altri luoghi di sepoltura, di deposito o di custodia. Non costituisce reato la dispersione delle ceneri di cadavere autorizzata dall\u2019ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volont\u00e0 del defunto. La dispersione delle ceneri non autorizzata dall\u2019ufficiale di stato civile o effettuata con modalit\u00e0 diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, \u00e8 punita con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da 2.582 \u20ac a 12.911 \u20ac\u201d.<\/p>\n<p>La norma dunque pone ulteriore attenzione al concetto di integrit\u00e0 del cadavere e di conseguenza prevede una tutela specifica nella norma penale. In questo caso, la condotta incriminata consiste nel distruggere, sopprimere o sottrarre il cadavere o parti di esso, o nella dispersione delle ceneri. In particolare, la distruzione del cadavere \u00e8 da intendersi con lo smembramento dello stesso, come avviene nella sepoltura celeste.<\/p>\n<h2>I motivi religiosi<\/h2>\n<p>Si potrebbe a questo punto ben obiettare che, in realt\u00e0, le ipotesi di cui sopra non tengano conto del fatto che il rito tibetano presupponga delle motivazioni religiose sottostanti.<\/p>\n<p>Indicativamente, per\u00f2, \u00e8 bene ricordare come il quadro normativo che regola la gestione dei resti umani sia prioritario rispetto alle convinzioni religiose. Dunque, anche se il proprio credo impone la distruzione del cadavere, non si \u00e8 certamente in grado di poter rispettare tale prescrizione religiosa se \u00e8 illegale nel proprio Paese.<\/p>\n<p>Naturalmente, non mancano alcune eccezioni alla regola. Per esempio, in alcuni Paesi \u00e8 possibile ottenere un permesso speciale che consenta di seppellire i morti in base a riti religiosi specifici anche se questi sono generalmente vietati dalle leggi civili (ma non da quelle penali).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i riti funebri pi\u00f9 particolari, ancora oggi molto praticato, c\u2019\u00e8 sicuramente il funerale tibetano conosciuto come sepoltura celeste o funerale celeste. Si tratta di un rito molto particolare, per certi versi particolarmente cruento e, proprio per questo motivo, largamente vietata per molti anni. Ma di che cosa si tratta? 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