{"id":4821,"date":"2024-06-03T08:00:52","date_gmt":"2024-06-03T06:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/lastello.it\/blog\/?p=4821"},"modified":"2024-06-03T11:49:07","modified_gmt":"2024-06-03T09:49:07","slug":"eutanasia-italia-allestero-cosa-succede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lastello.it\/blog\/eutanasia-italia-allestero-cosa-succede\/","title":{"rendered":"Eutanasia in Italia e all&#8217;estero: ecco che cosa succede"},"content":{"rendered":"<p>Ciclicamente alla ribalta della cronache nazionali, il tema dell&#8217;eutanasia \u00e8 ancora avvolto in un contesto di incertezze normative e prudenze etiche. Ma che cosa \u00e8 l&#8217;eutanasia? Quale \u00e8 la situazione in Italia? E che cosa avviene nel resto del mondo?<\/p>\n<p>Abbiamo provato a fare il punto su questo importante argomento, nella speranza che possa essere di chiarimento per molti dei nostri lettori.<\/p>\n<h2>Che cosa \u00e8 l&#8217;eutanasia<\/h2>\n<p>L&#8217;eutanasia consiste in una eterogenea serie di procedure finalizzate a <strong>procurare intenzionalmente la morte di un individuo<\/strong>, limitatamente a quelle ipotesi in cui la sua qualit\u00e0 della vita risulti essere definitivamente compromessa da malattie, menomazioni o condizioni psichiche. Letteralmente definibile come &#8220;buona morte&#8221;, non va confusa con altre pratiche concernenti la fine della vita, come la terapia del dolore, il rifiuto dell&#8217;accanimento terapeutico, la cessazione delle cure, il suicidio assistito.<\/p>\n<p>Quando si parla mediaticamente e comunemente di eutanasia, si suole riferirsi principalmente alla c.d. &#8220;eutanasia attiva&#8221;, ovvero a quelle pratiche in cui il decesso del paziente \u00e8 provocato dalla somministrazione di farmaci che inducono la morte.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-4824 size-full\" title=\"eutanasia\" src=\"https:\/\/lastello.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/eutanasia.jpg\" alt=\"eutanasia\" width=\"678\" height=\"455\" \/><\/p>\n<h2>L&#8217;eutanasia in Italia: qual \u00e8 la situazione<\/h2>\n<p><strong>In Italia l&#8217;eutanasia attiva non \u00e8 regolata da alcuna norma<\/strong>, con la conseguenza che la sua eventuale pratica pu\u00f2 essere accomunata all&#8217;omicidio volontario di cui all&#8217;art. 575 c.p. Nel caso in cui invece chi esercita l&#8217;eutanasia sul paziente riesca a dimostrare la volont\u00e0 e il consenso del malato, le pene applicabili sono quelle dell&#8217;art. 579 c.p., recante la disciplina dell&#8217;omicidio del consenziente, e risultano comunque essere piuttosto gravi (da sei a quindici anni di reclusione).<\/p>\n<p>Anche altre forme di &#8220;accompagnamento&#8221; alla morte sono punite severamente dal codice penale. Si pensi al suicidio assistito, considerato reato ex art. 580 c.p.. Pi\u00f9 &#8220;tenue&#8221; \u00e8 invece la posizione in caso di eutanasia passiva, ovvero dalla condizione di interruzione o di omissione di un trattamento medico che si renda necessario alla sopravvivenza dell&#8217;individuo.<\/p>\n<h2>Eutanasia e suicidio medicalmente assistito<\/h2>\n<p>Insomma, in Italia al momento l&#8217;eutanasia \u00e8 illegale. Ad essere ammesso, grazie alla sentenza n. 242\/2019 della Corte Costituzionale, \u00e8 invece il\u00a0<strong>suicidio medicalmente assistito<\/strong>, l&#8217;aiuto indiretto a morire da parte di un medico.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 tale procedura sia consentita, per\u00f2, devono sussistere contemporaneamente quattro condizioni:<\/p>\n<ol>\n<li>la persona che ne fa richiesta deve essere pienamente capace di intendere e di volere;<\/li>\n<li>deve avere una patologia irreversibile;<\/li>\n<li>la patologia deve apportare gravi sofferenze fisiche o psichiche;<\/li>\n<li>la persona sopravvive grazie a trattamenti di sostegno vitale.<\/li>\n<\/ol>\n<h2>Come ricorrere al suicidio assistito in Italia<\/h2>\n<p>La persona affetta da patologie che ritiene di rispettare le quattro condizioni di cui sopra, pu\u00f2 fare richiesta del suicidio medicalmente assistito\u00a0<strong>rivolgendosi alla struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale<\/strong> in maniera tale che i medici possano verificare i requisiti gi\u00e0 rammentati.\u00a0 La richiesta pu\u00f2 essere effettuata su carta bianca, non esistendo un modulo predefinito.<\/p>\n<p>Una volta inviata la richiesta, una commissione medica multidisciplinare nominata dalla ASL si occuper\u00e0 di\u00a0<strong>accertare la presenza dei requisiti\u00a0<\/strong>e &#8211; in caso positivo &#8211; di indicare il farmaco legale e la sua modalit\u00e0 di autosomministrazione. La commissione dovr\u00e0 anche appurare che la volont\u00e0 dell&#8217;interessato \u00e8 stata manifestata in modo chiaro e univoco e che il paziente sia adeguatamente informato delle sue condizioni, delle possibili soluzioni alternative, come ad esempio la possibilit\u00e0 di accedere alle cure palliative e eventualmente anche alla sedazione profonda continua.<\/p>\n<p>Al termine della procedura, la commissione competente stiler\u00e0 una relazione. Il fascicolo verr\u00e0 poi inviato al comitato etico territorialmente competente, un soggetto terzo che assicura il rispetto dei diritti della persona malata che ha fatto richiesta di suicidio medicalmente assistito.<\/p>\n<p>Al comitato etico \u00e8 dunque richiesta la formulazione di un proprio parere che \u00e8 obbligatorio ma, comunque, non vincolante per la ASL.<\/p>\n<h2>Differenze tra eutanasia e suicidio medicalmente assistito<\/h2>\n<p>Come abbiamo visto, le due pratiche &#8211; eutanasia e suicidio medicalmente assistito &#8211; sono molto diverse tra di loro, ma partono da alcuni elementi in comune: la volont\u00e0 della persona malata, cosciente e in grado di intendere quali saranno le conseguenze delle sue azioni, e l&#8217;esito finale desiderato dalla stessa persona.<\/p>\n<p>La differenza riguarda pertanto la modalit\u00e0 di esecuzione e di coinvolgimento di altre persone. Nel caso di suicidio medicalmente assistito, infatti, \u00e8 il paziente che pu\u00f2 autosomministrarsi il farmaco letale. L&#8217;eutanasia prevede invece l&#8217;intervento di un medico per la sua somministrazione.<\/p>\n<h2>La sospensione dei trattamenti sanitari<\/h2>\n<p>Un tema ancora diverso e altrettanto delicato \u00e8 poi costituito dalla\u00a0<strong>sospensione dei trattamenti sanitari<\/strong> prevista dall&#8217;art. 32 della Costituzione (secondo cui\u00a0<em>nessuno pu\u00f2 essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non pu\u00f2 in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana\u201d) e<\/em> dall\u2019articolo 13 della stessa Carta <em>(La libert\u00e0 personale \u00e8 inviolabile).<\/em><\/p>\n<p>I diritti sono poi stati ribaditi anche dalla legge n. 219\/2017, secondo cui &#8220;<em>nessun trattamento sanitario pu\u00f2 essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Tra i diversi trattamenti in questione rientrano sicuramente la nutrizione e l&#8217;idratazione artificiale, considerati come somministrazione di nutrienti mediante dispositivi medici.<\/p>\n<p>E&#8217; evidente che la rinuncia a tali trattamenti, cos\u00ec come agli altri (es. farmaci o assistenza) pu\u00f2 avere come conseguenza diretta o indiretta la morte della persona che revoca il proprio consenso.<\/p>\n<p>Ancora diversa \u00e8 infine l&#8217;ipotesi di sedazione profonda e continua (o palliativa), la cui finalit\u00e0 \u00e8 quella di ridurre il dolore non trattabile, <span style=\"font-size: 16px;\">riducendo la coscienza della persona che la richiede, fino al suo annullamento. A potervi fare ricorso sono tutte quelle persone che sono affette da malattie in stadio avanzato e i cui sintomi sono intrattabili altrimenti.<\/span><\/p>\n<h2>L&#8217;eutanasia nel resto del mondo<\/h2>\n<p>Nel resto del mondo la disciplina sull&#8217;eutanasia \u00e8 molto varia. In Svizzera, ad esempio, dove diversi malati terminali italiani hanno fruito della &#8220;dolce morte&#8221;, la normativa \u00e8 piuttosto &#8220;generosa&#8221;, ammettendo anche il suicidio assistito, e anche in favore di cittadini stranieri.<\/p>\n<p>Altra nazione piuttosto &#8220;aperta&#8221; su tal fronte sono i Paesi Bassi: qui nel 2000 il Parlamento approva la legalizzazione dell&#8217;eutanasia, contribuendo a rendere l&#8217;area la prima al mondo a poter ammettere in vigore una simile disciplina.<\/p>\n<p>Ulteriormente, al di fuori dell&#8217;Europa non mancano le nazioni in cui il legislatore si \u00e8 mosso pi\u00f9 o meno tempestivamente per poter agevolare il quadro normativo: in Cina esiste ad esempio una legge che permette gli ospedali a praticare l&#8217;eutanasia ad alcuni malati terminali, in Canada dal 2016 esiste una legge che autorizza il suicidio assistito, mentre negli Stati Uniti la normativa varia a seconda dello Stato, con diverse zone (Vermont, Oregon, Montana, California, Washington) in cui il suicidio assistito \u00e8 diventato legale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciclicamente alla ribalta della cronache nazionali, il tema dell&#8217;eutanasia \u00e8 ancora avvolto in un contesto di incertezze normative e prudenze etiche. 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